Rossomalpelo

di Manuela Collarella

Cchiu scuru i’ mienzannotte un po’ ffari, o macari si

Filed under: Media e tecnologie,Segnalazioni,Senza Categoria,Sicilitudine — 22 aprile 2008 @ 12:48

In fugaMolti amici non siciliani mi domandano spesso perché in Sicilia non cambia mai niente, perché i siciliani hanno una terra bellissima (ah – sospiro –  il mare, ah – sospiro – il sole, ah – sospiro – le granite…)  ma si rassegnano al malgoverno, al sottosviluppo, alla disoccupazione, allo scempio ambientale. 

Volete sapere perché?

Ecco perché.

Nel frattempo la cara Annuzza torna a Roma, ‘che lei – si sa – vola troppo alto per occuparsi delle beghe di poco conto della terra natìa.

2 commenti »

  1. Mario:

    mah … io non vedo gente molto rassegnata qui.

    vedo gente che e’ per lo piu’ contenta del risultato elettorale perche’ ha votato in massa per Lombardo, Cuffaro e company (quasi il 70% dei consensi).

    o meglio, magari sono rassegnati, ma tra due rassegnazioni preferiscono la meno peggio, quella piu’ allegra; forse ricordano ancora la stagione cosidetta “primavera”, quando, nonostante le lodi pubbliche sperticate e i consensi dei media, loro (i siciliani) non videro affatto nessuna “primavera” ma una stagione forse uguale a tutte le altre precedenti, con in piu’ (specie nel capoluogo) un clima da “feste, farina e forche” da stato di polizia del terzo mondo.

    la storia e i dati elettorali, non oppugnabili, ci ricordano che, cessata la “primavera”, non arrivo’ l’estate, ma una stagione detta 61-0.

    ma la lezione non e’ servita a chi, definendosi di sinistra, e si e’ impossessato di quegli spazi che furono di Pio La Torre, Girolamo Li Causi e tanti altri prima di loro.

    nonostante il trend elettorale delle ultime tornate, e la sempre piu’ manifesta insofferenza della gente,ci si ostina con il cercare sempre la soluzione giudiziaria al posto della lotta politica, o con le stravaganti iniziative da “antimafia pret à porter”; il risultato e’ che il duo Finocchiaro & Borsellino ha portato la sinistra siciliana ai minimi storici.

    ma e’ cosi difficile prender atto dei risultati elettorali?

    se una popolazione da’ il 70% dei consensi a qualcuno vorra’ dire anche che questo qualcuno fa’ politica meglio degli avversari o no?

    un saluto da questa terra irredimibile :)

  2. info:

    Tre cose:

    – la rassegnazione: il mio riferimento era allo stereotipo attraverso il quale si guarda alla Sicilia da oltre stretto. Sono in molti a credere che i siciliani non si siano mai ribellati, che non hanno mai fatto niente per migliorare la loro condizione.

    Chiaramente io so che non è così, e gli eventi storici che smentiscono questa teoria sono numerosi.

    D’altra parte è anche vero che gli stereotipi di cui si è vittime spesso si assimilano.

    E lo stesso Sciascia (che tu citi) parlava di terra irredimibile.
    Siccome però il nichilismo non mi appartiene, direi di ritirare fuori quella vecchia cosa del pessimismo della ragione e dell’ottimismo della volontà (o della necessità).
    (Abbiamo bisogno di parole nuove – ma anche qualche vecchio strumento non lo butterei a mare :) )

    – Che la primavera di cui parli sia stata effimera e poco abbia seminato è un dato di fatto e mi trovi completamente d’accordo.

    – Secondo me nel Meridione la sinistra perde non perchè ci sono le clientele, ma perchè da decenni non è in grado di dare non dico una risposta ma almeno una speranza a milioni di persone che sono alla fame.

    – Premesso tutto questo, prendere atto dei risultati elettorali significa però anche rendersi conto che milioni di queste persone sono in uno stato di bisogno tale da doversi vendere al potente di turno per un tozzo di pane.
    Questa situazione al sud è endemica.
    Questo non significa fare politica, significa approfittarsi della disperazione.

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