Rossomalpelo

di Manuela Collarella

La statua vivente, ovvero che s’ha ddà fa’ pe’ svortà la giornata, signora mia

Archiviato in: FattoDaMe, Senza Categoria — 25 Luglio 2007 @ 16:17

La statua vivente, ovvero che s'ha ddà fa' pe' svortà la giornata, signora mia

Anche oggi ho preso la mia cassettina e sono andata a Piazza di Spagna. Oggi è dura. Fanno quasi quaranta gradi e non sono neanche le dieci di mattina. Da starsene a casa, con le persiane socchiuse, davanti al ventilatore.

Ma è luglio inoltrato e se non alzo un po’ di soldi col pieno di turisti che c’è per ora, quando lo faccio? E’ vero che non pago l’affitto, ma prima o poi dall’occupazione voglio andarmene. Non si può campare con l’ansia che un giorno di questi arrivano le guardie e ti buttano la roba per strada. Io poi di roba non ce n’ho manco tanta, ma che vuol dire? Che allora dormi tranquillo? Mica vero.Potrei mettermi all’ombra, ma la stoffa dorata al sole scintilla meglio, i bambini mi vedono, e corrono da papà a farsi dare la monetina da mettermi nel cappello. Io mi sgranchisco un attimo, faccio un movimento un po’ meccanico, sorrido, e faccio un gesto per ringraziare.
Nelle giornate in cui gira molta gente, non devo stare ferma per tante ore. Ma in altre, riuscire a rimanere immobili mentre il tempo passa lentissimamente è un esercizio di meditazione che neanche il Dalai Lama. Non spostare neanche gli occhi. Se sento che parlano di me non mi devo voltare, la meraviglia degli altri sta proprio nella mia impassibilità. Questo ti fa sviluppare un udito assurdo. Come per i ciechi. Nel frastuono di gente che attraversa la piazza riesco a distinguere le singole voci. I discorsi, le risate, i litigi. I pianti dei bambini.

Ogni tanto c’è uno che sbrocca e tira giù un pezzo di fontana. E quando succede è un casino anche per me, perché significa che per qualche giorno, per dare l’impressione che ci sono i “controlli”, girano più pizzardoni e più polizia. Di solito a me mi lasciano in pace. Nessuno ci ha ancora inserito (a noi artisti di strada) nelle lamentele sul decoro. Non facciamo ancora parte delle lettere che mandano ai giornali sugli schiamazzi notturni del centro. In fondo non ci facciamo sentire troppo. Ma quando devono fare bere alla gente che qua tutto funziona a regola arrivano le rogne pure per me.

Una volta è occupazione abusiva di suolo pubblico. Una volta è la mancanza dei permessi. Un’altra la mancanza di fissa dimora. Un’altra ancora vogliono che mi iscrivo all’albo degli artisti girovaghi.
Ma se c’avevo la fissa dimora e i soldi per la burocrazia e per le multe mica stavo qua a squagliarmi al sole E ci vuole tanto a capirlo?

A proposito ho trovato un cerone che non si squaglia neanche in mezzo al Sahara. Me l’ha dato Nerina, che prima faceva la truccatrice a Cinecittà. Ora l’hanno licenziata perchè fanno fare tutto alle società esterne e lei si è messa a vendere le sue candele artigianali per i locali di San Lorenzo. Dice che alla sua età a chiedere l’elemosina si vergogna, e almeno così le pare un lavoro. Le pare che dà in cambio qualcosa. Anche io in quell’attimo di stupore do in cambio qualcosa.

Sono bellissime le facce stupite dei bambini, come si meravigliano loro delle cose nuove… nessuno, nessuno degli adulti ovviamente.
Loro mi guardano con più pena, con gli occhi di chi mai al mondo vorrebbe stare al posto mio sotto questa tunica sintetica che mi copre dalla testa ai piedi. Anche io guardavo loro così con gli occhi di chi mai al mondo avrebbe voluto essere strozzato da quelle cravatte.

Ma ora che non ho più vent’anni e le gambe gonfie cominciano a farsi sentire, mi chiedo se tra il mio costume di scena e i loro tailleur c’era un’altra diramazione che strada facendo mi è sfuggita.

(Il testo è ovviamente un’opera di finzione, e non rispecchia le opinioni del soggetto ritratto).

5 commenti »

  1. Sebastiano:

    che racconto delizioso :)
    grazie

  2. info:

    prego… :)

  3. tripz:

    Anche tu ti dai ai racconti eh? :D
    E brava rosciazza bedda, me sei piaciuta! :)

  4. Shoma:

    x un istante credevo fossi te….. brutta cosa la vecchiaia!… Bel racconto cmq…. vedi che stare sotto al sole e sudare fa venire buone idee ( oppure ti accoppa )

  5. Laura Costantini:

    Ciao Manuela,
    scusa per il ritardo con cui ti rispondo. Ma ero in vacanza quando sei venuta nel nostro blog a commentare e supportare il nostro post sulla gaffe di Giuliano Amato. E dopo tutte le polemiche che ne sono sorte, non ero più andata a vedere di chi fossero gli ultimi commenti, mentre Loredana aveva giustamente deciso di sospendere le risposte ai commenti dopo gli attacchi gratuiti subiti. Così solo grazie a Remo Bassini ho scoperto il tuo blog e il tuo post che, come forse saprai, ho citato sul nostro blog. Volevamo ringraziarti per aver espresso le tue opinioni, aver capito il nostro punto di vista e aver supportato la tua testimonianza con riferimenti e fonti inoppugnabili.
    Laura e Lory

    p.s. torneremo a trovarti

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