Rossomalpelo

di Manuela Collarella

No-l-ita Vs. Dove, come non si rovesciano gli stereotipi con il terrore

Archiviato in: Media e tecnologie, Senza Categoria, Visual politics — 1 ottobre 2007 @ 02:05

toscani_anoressia_3_rid.jpg Oliviero Toscani ne ha combinata un’altra delle sue. Da anni il copione è lo stesso. Partorire un’immagine shock in nome di qualche causa più o meno nobile (la lotta all’aids, alla mafia, al razzismo), scatenare una serie di polemiche e raggiungere lo scopo ultimo di qualsiasi campagna pubblicitaria: vendere.

Adesso è il turno dell’anoressia e Toscani ha pensato di sbattere in faccia al mondo un corpo di donna ridotto all’osso. Costole, scapole, ginocchia, caviglie. Un groviglio nodoso che dovrebbe far desistere qualsiasi adolescente dall’intraprendere quella china.

In realtà fiumi di parole sono stati spesi per spiegare che l’anoressia ha cause molteplici e che il tentativo di aderire allo stereotipo californiano della donna alta, di pelle bianca, bionda, magra e con una quarta di reggiseno è solo parte del problema.dove_wideweb__430×327.jpg

La riflessione che la boutade di Toscani dovrebbe sollecitare non è tanto sulla natura dell’anoressia. Quella attiene alle ex pazienti in primis, e agli psicologi e ai medici poi.

Ci si dovrebbe interrogare piuttosto sull’immagine del corpo femminile nei mass media e sulla relazione che esiste tra la loro natura commerciale e questo tipo di rappresentazione.

Esiste, lasciando da parte la pubblicità sociale, la possibilità di veicolare un modello di donna diverso? E’ possibile allontanarsi dal canone, in fin dei conti wasp, della donna occidentale?

E’ pensabile uscire dalla logica

“compra-il-prodotto-x-così-finalmente-diventerai-come-la-similbarbie-del-manifesto-del-prodotto-x?”

Se questa possibilità esiste di sicuro non si trova sulla strada indicata da Toscani. A dire del fotografo il suo voleva essere un urlo in stile Munch per riportare l’attenzione dell’opinione pubblica su questo problema. Un grido d’allarme.

dove2.jpgPeccato che le biblioteche di sociologia e comunicazione siano piene di studi riguardanti il fallimento di qualsiasi strategia pubblicitaria che cerchi di veicolare un messaggio inducendo un sentimento di terrore nello spettatore.

Non diminuiscono gli incidenti stradali facendo vedere i morti dilaniati dalle lamiere, non diminuiscono i fumatori esibendo polmoni neri, non diminuiscono i tossicodipendenti mostrando come ci si riduce all’ultimo stadio della dipendenza da eroina.

Nel migliore dei casi si genera indifferenza, rimozione. Nel peggiore si alimenta una sorta di attrazione morbosa. Ci si ostina a non voler capire che l’autodistruzione in tutte le sue numerose varianti genera repulsione e fascinazione insieme. E sbandierarne i risultati serve solo a mistificarla, facendo pendere l’ago pericolosamente verso la seconda.

Un nuovo sentiero verso un modo differente di comunicare la bellezza sembra al contrario essere stato aperto dai responsabili della campagna Dove, per la bellezza autentica.

In una serie di immagini realizzate dal fotografo britannico Rankin Dove sembra comunicare un’idea di bellezza aperta. thai_flat_bust.jpg

Si può essere giovani, vecchie, piatte, tonde, si può essere bianche e lentigginose, nere o asiatiche. Ed in tutti questi casi avere l’aspetto luminoso, sano, allegro, forte, sicuro di sè di chi si gode la vita senza il tormento di dover corrispondere ad uno schema a cui non arriverà mai. Di chi sta così bene perché segue i traguardi che si è scelta da sé e non quelli imposti da un ideale estetico folle e distorto.

Il concetto di bellezza di Dove si definisce autentico non in quanto univoco e immutabile, ma in quanto molteplice.

Sono immagini che in una donna generano sentimenti di empatia e non di minaccia e di frustrazione, ne tantomeno terrore.

Sono volti e corpi che scardinano il canone attuale della bellezza femminile dandone un’interpretazione fluida e solare. L’esatto opposto di una specie di citazione espressionista che serve solo a fare girare più in fretta la pagina della rivista che si ha di fronte.

2 commenti »

  1. Sebastiano:

    splendido post

  2. info:

    :)

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