Dal web alla carta e ritorno
Di solito nella comunicazione odierna il percorso abituale porta dai vecchi ai nuovi media. Dalla carta ai bit per intenderci. In realtà non è sempre così.
Wired racconta la storia di Dzanc Books, piccola casa editrice del Michigan nata dal blog letterario amatoriale di Dan Wickett. In un momento in cui molti editori indipendenti statunitensi vivono grandi difficoltà a causa della bancarotta del distributore Advanced Marketing Services, Dzanc va a gonfie vele: assume personale, acquisisce altre case editrici, istituisce premi letterari.
Partito nel 2000 con una rubrica di recensioni librarie inviata via email ad amici e parenti; nel 2005, Wickett apre un blog letterario che conta oggi 2100 iscritti. Da qui alla casa editrice il passo è breve.
Dzanc Books punta da subito sul viral marketing per ottenere visibilità, aggiudicandosi così numerose recensioni e segnalazioni da parte di giornali online e blogger.
La piccola casa editrice del Michigan non è ovviamente l’unica a sfruttare le dinamiche del Web 2.0 per cercare di rimanere a galla nel burrascoso mare dell’editoria. Basti pensare alle aste di autofinanziamento di McSweeney’s su Ebay o ai contenuti regolarmente pubblicati sul blog e sul podcast di Unbridled Books.
Sul versante nostrano una volta tanto non siamo da meno. Minimum Fax, ad esempio, può essere considerata una vera anticipatrice di questa tendenza a spostarsi dalla telematica ai libri. Nata nel 1993 da una piccola rivista diffusa via fax, oggi è una delle case editrici indipendenti più interessanti del panorama editoriale nazionale e continua a veicolare in rete contenuti riguardanti la letteratura all’interno delle sezioni Magazine e Speciali del suo sito.
Sempre in tema di realtà indipendenti la giovane Agenzia X propone testi e filmati riguardanti le attività della casa editrice nata dal milieu dell’underground milanese.
Sono ancora pochi però coloro che scelgono di aprire i loro siti ad un flusso bidirezionale di informazione, dando ai lettori la possibilità di commentare i post di un blog o di scaricare dei contenuti.
A parte Laterza e Feltrinelli (che non sono esattamente dei novellini) il social networking non è ancora uno strumento di autopromozione riconosciuto dall’editoria italiana.
A tentare di colmare questo vuoto di recente sono arrivati il blog della romana Giulio Perrone Editore, di Untitlededitori, e di Vibrisselibri
Gli ultimi due, in particolare, fanno parte di progetti sperimentali che si prefiggono di pubblicare su carta testi di aspiranti scrittori provenienti dalla blogosfera.
Untitled pubblica in proprio, mentre Vibrisse posta in un primo momento sul sito (con licenza copyleft) i materiali selezionati da un comitato di lettura e successivamente agisce da agenzia di intermediazione con editori più noti tentando di “piazzare” presso di essi i propri autori. Missione di recente riuscita pare, visto che nel 2008 usciranno due libri di autori di Vibrisse, uno con le edizioni il Maestrale e l’altro nientepopodimeno che con Rizzoli.
1 commento »
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Novembre 14th, 2007 @ 14:42
interessante.
chissà come funziona la distribuzione negli Usa.
e che incidenza hanno le vendite on line…