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	<title>Rossomalpelo &#187; Segnalazioni</title>
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	<description>di Manuela Collarella</description>
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		<title>Il medio evo che avanza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 08:31:54 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p>[...]</p>
<p>Il primo spettacolo, perch&eacute; ce ne saranno altri, va in scena davanti alla Villa comunale, l&rsquo;unica oasi verde, con annessa pista ciclabile, di questo quartiere alla <b>periferia </b>orientale di <b>Napoli</b>, dove l&rsquo;orizzonte &egrave; delimitato dalle vecchie <b>case popolari </b>figlie della <b>speculazione edilizia </b>voluta da <b>Achille Lauro</b>. Un uomo brizzolato con un giubbotto di jeans sulle spalle &egrave; il pi&ugrave; entusiasta. &laquo;Chi fatica onestamente pu&ograve; anche restare, ma per gli altri <b>bisogna prendere precauzioni, anche con il fuoco</b>&raquo;. Il fuoco purifica, bonifica il terreno &laquo;da queste merde che non si lavano mai&raquo;, aggiunge un ragazzo <b>con occhiali a specchio</b>, <b>capelli impomatati</b>, <b>maglietta alla moda </b>con il cuore disegnato sopra, quella prodotta da Vieri e Maldini. Siccome non c&rsquo;&egrave; democrazia e lo Stato non ci protegge, dice, <b>&laquo;la pulizia etnica si fa necessaria&raquo; </b>e chiss&agrave; se capisce davvero il significato di quella frase.</p>
<p>Quando si fanno avanti le <b>televisioni</b>, la <b>realt&agrave; diventa recita</b>, si imbellisce. Il <b>donnone </b>con la sporta della spesa che <b>un attimo prima </b>batteva le mani e inveiva contro i pompieri &mdash; <b>&laquo;lasciateli bruciare, altrimenti tornano&raquo;</b>&mdash;assume di colpo la faccia contrita, <b>Madonna mia che disastro, poveracci, meno male che l&agrave; dentro non ci stanno le creature</b>. Il ragazzo con <b>gli occhialoni a specchio </b>diventa saggio all&rsquo;improvviso: <b>&laquo;Giusto cacciarli, ma non cos&igrave;&raquo;</b>. La <b>telecamera </b>si <b>spegne</b>, lui scoppia a <b>ridere</b>. Sotto a un albero dall&rsquo;altra parte della strada c&rsquo;&egrave; un gruppo di ragazzi che osserva la scena. Guardano tutto e tutti, nessuno li guarda. Sembrano invisibili. I loro scooter sono parcheggiati sul marciapiede. Il capo &egrave; un <b>ragazzo </b>con una maglietta nera aderente, i capelli tagliati cortissimi ai lati della testa. <b>Tutti i presenti sanno chi &egrave;</b>, ne conoscono con precisione il grado e la parentela. &Egrave; uno dei <b>nipoti </b>del cugino del &laquo;sindaco &raquo; di Ponticelli, quel <b>Ciro Sarno </b>che anche dal carcere continua ad essere il signore del quartiere, <b>capo </b>di un clan di <b>camorra </b>che ha fatto del radicamento nel quartiere la sua forza. (&#8230;). Dieci minuti dopo (&#8230;) si alza <b>un&rsquo;altra nuvola di fumo </b>denso e spesso. (&#8230;) La claque si sposta, ad appena 200 metri c&rsquo;&egrave; un <b>nuovo incendio </b>da applaudire. (&#8230;)</p>
<p>Dai pannelli divelti <b>si affaccia una ragazza</b>, il capo coperto da un foulard fradicio di pioggia. <b>Trema</b>, di <b>freddo </b>e <b>paura</b>. Quasi per proteggersi, tiene <b>al seno </b>una <b>bambina </b>di <b>pochi mesi</b>. Saluta una delle donne pi&ugrave; esagitate, una signora in carne, che indossa un giubbino di pelo grigio. La conosce. <b>&laquo;Stanotte partiamo. Per favore, non fateci del male &raquo;</b>. <b>La signora </b>ascolta in silenzio. Poi muove un passo verso la rom, e <b>sputa</b>. Sbaglia bersaglio, <b>colpisce </b>in faccia <b>la bambina</b>. <b>L&rsquo;ispettore</b>, che stava sulla traiettoria dello sputo, incenerisce <b>con lo sguardo </b>la donna. <b>Tutti </b>gli altri <b>applaudono</b>. &laquo;Brava, bravissima&raquo;. <u><b>Avanti verso il Medioevo, ognuno con il suo passo</b></u>.</p>
<p>[...]</p>
</blockquote>
<p>Dal <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_15/imarisio_camorra_rom_pulizia_etnica_2fe33d40-2241-11dd-8bc7-00144f486ba6.shtml" target="_blank">Corriere.it</a></p>
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		<title>Entre Vues di Frank Horvat</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 14:49:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Giacomelli, Doisneau, Koudelka, McCullin, Newton e molti altri. Nel libro &#34;Entre Vues&#34; (1990) il fotografo Frank Horvat ha raccolto una serie di interviste ad alcuni grandi nomi della fotografia mondiale.
L&#8217;idea del volume nacque in seguito ad alcuni problemi di vista che colpirono Horvat tra 1983 e 1985. Non potendo guardare il mondo attraverso il mirino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><b>Giacomelli</b>, <b>Doisneau</b>, <b>Koudelka</b>, <b>McCullin</b>, <b>Newton </b>e molti altri. Nel libro <a href="http://www.horvatland.com/pages/entrevues/index_en.htm" target="_blank">&quot;Entre Vues&quot; </a>(1990) il fotografo <b>Frank Horvat</b> ha raccolto una serie di <b>interviste </b>ad alcuni grandi <b>nomi </b>della <b>fotografia mondiale</b>.</p>
<p>L&#8217;idea del volume nacque in seguito ad alcuni <b>problemi di vista</b> che colpirono Horvat tra 1983 e 1985. Non potendo guardare il mondo attraverso il mirino della la macchina fotografica Horvat pens&ograve; di farlo attraverso i racconti dei colleghi.</p>
<p>Pi&ugrave; che interviste canoniche si tratta della stesura di queste conversazioni: <b>dialoghi </b>tra <b>persone appassionate</b> del tema e che, come dire, qualche competenza in materia la possono ben vantare.</p>
<p>Il libro &egrave; oggi fuori catalogo e tutte le interviste si possono leggere online dopo aver cliccato sul link &quot;photographers&quot;.</p>
<p>I testi sono disponibili in inglese, francese e italiano (traduzione italiana di <a target="_blank" href="http://www.giancarlobiscardi.it/">Giancarlo Biscardi</a>).</p>
<p>Via <a target="_blank" href="http://www.reversivo.info/blog/2008/05/12/josef-koudelka-wherever-you-hit-is-the-right-place/">A certain log</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Houses of Hristina</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 16:24:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 7 all&#8217;11 maggio 2008, Gerdaphoto espone a Roma presso la Galleria &#8220;247&#8221;(Via del Pigneto 247), la mostra The Houses of Hristina di Hristina Tasheva.
Questo evento &#232; realizzato in collaborazione con Tekfestival che l&#8217;8 maggio, alle 22.30, proietter&#224; il documentario della regista olandese Suzanne Raes, The Houses of Hristina. Alla proiezione saranno presenti sia la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="225" hspace="10" height="333" align="left" alt="" src="http://www.rossomalpelo.org/wp-content/uploads/hristina.jpg" />Dal 7 all&rsquo;11 maggio 2008, <a target="_blank" href="http://www.gerdaphoto.it">Gerdaphoto</a> espone a Roma presso la <b>Galleria &ldquo;247&rdquo;</b>(Via del Pigneto 247), la <b>mostra </b><i>The Houses of Hristina</i> di <a href="http://www.hristinatasheva.com/" target="_blank"><b>Hristina Tasheva</b></a>.</p>
<p>Questo evento &egrave; realizzato in collaborazione con <a target="_blank" href="http://www.tekfestival.it/">Tekfestival</a> che l&rsquo;<b>8 maggio</b>, alle <b>22.30</b>, <a target="_blank" href="http://www.tekfestival.it/component/option,com_filmdb/task,view/id,721/Itemid,1/">proietter&agrave;</a> il <b>documentario </b>della regista olandese <b>Suzanne Raes</b>, <i>The Houses of Hristina</i>. Alla proiezione <b>saranno presenti </b>sia la <b>regista </b>che la stessa <b>Tasheva</b>.</p>
<p>Nata nel 1976 a Varna, in <b>Bulgaria</b>, dopo essersi laureata in economia <b>Hristina Tasheva</b> si trasferisce ad <b>Amsterdam</b> dove, da <b>immigrata illegale</b>, lavora per diversi anni come <b>domestica</b>. La difficolt&agrave; di adattarsi a un&rsquo;altra cultura, la mancanza di comunicazione, la <b>nostalgia </b>la spingono ad <b>analizzare </b>il processo che accompagna questa trasformazione, e l&rsquo;inevitabile <b>isolamento</b> che ne deriva. Hristina &egrave; <b>invisibile</b>. Silenziosa e discreta, pulisce le case. Ogni giorno una casa diversa, ogni giorno lo stesso lavoro. I contatti con i suoi datori di lavoro avvengono tramite brevi messaggi scritti. Per venire a patti con la sua vita, Hristina inizia a <b>fotografare </b>gli interni delle <b>&quot;sue&quot; case</b>. Insieme, queste foto, formano la casa che lei abita nei Paesi Bassi, una casa che la imprigiona.<br />
&nbsp;</p>
<p>La mostra rimarr&agrave; aperta tutti i giorni dalle 16 alle 20, ingresso libero</p>
<p>Via <a target="_blank" href="http://gerdaphoto-in-blog.noblogs.org/">Gerdaphoto blog</a></p>
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		<title>Cchiu scuru i&#8217; mienzannotte un po&#8217; ffari, o macari si</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 10:48:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti amici non siciliani mi domandano spesso perch&#233; in Sicilia non cambia mai niente, perch&#233; i siciliani hanno una terra bellissima (ah &#8211; sospiro -&#160; il mare, ah &#8211; sospiro &#8211; il sole, ah &#8211; sospiro &#8211; le granite&#8230;)&#160; ma si rassegnano al malgoverno, al sottosviluppo, alla disoccupazione, allo scempio ambientale.&#160;
Volete sapere perch&#233;?
Ecco perch&#233;.
Nel frattempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.flickr.com/photos/92583675@N00/1789754162/" title="In fuga di m4_n1c4, su Flickr"><img width="341" hspace="10" height="500" align="right" src="http://farm3.static.flickr.com/2064/1789754162_547e02e6f8.jpg" alt="In fuga" /></a>Molti amici non siciliani mi domandano spesso perch&eacute; in Sicilia non cambia mai niente, perch&eacute; i siciliani hanno una terra bellissima (ah &#8211; sospiro -&nbsp; il mare, ah &#8211; sospiro &#8211; il sole, ah &#8211; sospiro &#8211; le granite&#8230;)&nbsp; ma si rassegnano al malgoverno, al sottosviluppo, alla disoccupazione, allo scempio ambientale.&nbsp;</p>
<p>Volete sapere perch&eacute;?</p>
<p><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&amp;id=2176" target="_blank">Ecco perch&eacute;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo la cara Annuzza <a href="http://www.rosalio.it/2008/04/18/anna-finocchiaro-opta-per-il-senato/" target="_blank">torna a Roma</a>, &#8216;che lei &#8211; si sa &#8211; vola troppo alto per occuparsi delle beghe di poco conto della terra nat&igrave;a.</p>
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		<title>SquareAmerica</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 10:30:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sar&#224; un effetto della postmodernit&#224; ma di questi tempi il quotidiano, il privato, gli affetti, i desideri incoffessati sembrano riscuotere grande interesse nel mondo fotografico.
Il Festival di fotografia di Roma di quest&#8217;anno verte fondamentalmente su questo.
Qui se ne era gi&#224; parlato a proposito di Postcards &#38; Secrets.
Oggi ci ritorno su con SquareAmerica.
Nicholas Osborn pubblica periodicamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img width="294" hspace="10" height="500" align="left" src="http://www.rossomalpelo.org/wp-content/uploads/image/nb389.jpg" alt="" />Sar&agrave; un effetto della <b>postmodernit&agrave;</b> ma di questi tempi il <b>quotidiano</b>, il <b>privato</b>, gli affetti, i <b>desideri incoffessati </b>sembrano riscuotere <b>grande interesse </b>nel <b>mondo fotografico</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.fotografiafestival.it/"><b>Festival di fotografia</b></a> di Roma di quest&#8217;anno verte fondamentalmente su questo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.rossomalpelo.org/archives/115">Qui</a> se ne era gi&agrave; parlato a proposito di <b>Postcards &amp; Secrets</b>.</p>
<p>Oggi ci ritorno su con <a href="http://www.squareamerica.com/"><b>SquareAmerica</b></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicholas Osborn pubblica periodicamente su questo sito una selezione di <b>istantanee d&#8217;epoca </b>riguardante i primi tre quarti del <b>Novecento</b>.</p>
<p class="style16" style="text-align: justify;">Setacciando <b>Ebay </b>e i <b>mercatini delle pulci </b>Osborn ha costruito un ritratto ipnotico dell&#8217;<b>immaginario visivo statunitense </b>.</p>
<p>Le immagini sono esposte secondo <a href="http://www.squareamerica.com/sq1.htm">criteri tematici</a>, cosa che fa di Osborn un vero e proprio <b>curatore telematico </b>pi&ugrave; che un collezionista.</p>
<p>C&#8217;&egrave; dentro tutto: dai classici da album familiare (<a href="http://www.squareamerica.com/w1.htm">matrimoni</a>, <a href="http://www.squareamerica.com/sq13.htm">bambini</a> e <a href="http://www.squareamerica.com/sq21.htm">animali domestici</a>) <a href="http://www.squareamerica.com/guns1.htm">all&#8217;ossessione per le armi</a>, dal topos <a href="http://www.squareamerica.com/lo.htm">del viaggio e della strada</a>&nbsp; <a href="http://www.squareamerica.com/pa1.htm">agli impeti di esplosione trasgressiva e alla morbosit&agrave;&nbsp; per la sessualit&agrave; interrazziale</a>, dallo <a href="http://www.squareamerica.com/e1.htm">sguardo coloniale</a> al desiderio di emancipazione sociale di alcuni <a href="http://www.squareamerica.com/af.htm">ritratti africano americani</a>,&nbsp; <a href="http://www.squareamerica.com/ds.htm">dall&#8217;assillo middle class per il decoro</a> all&#8217;eccezionale discrepanza fra <a href="http://www.squareamerica.com/yg.htm">vizio privato</a> e pubblico puritanesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">In un certo senso <b>SquareAmerica </b>&egrave; anche la <b>celebrazione </b>della <b>fine </b>dell&#8217;epoca delle&nbsp; <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/addio-polaroid/addio-polaroid/addio-polaroid.html">Polaroid</a>, ormai soppiantate all&#8217;<b>immediatezza </b>del <b>digitale</b>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img width="350" vspace="5" hspace="5" height="355" align="right" alt="" src="http://www.rossomalpelo.org/wp-content/uploads/image/na36(1).jpg" /></p>
<p style="text-align: justify;">Chiss&agrave; se tra qualche tempo un po&#8217; non <b>ci pentiremo </b>di questa <b>corsa </b>alla <b>smaterializzazione</b>.</p>
<p style="text-align: left;">Chiss&agrave; tra quarant&#8217;anni <b>cosa ci rester&agrave; </b>da spulciare tra i banchetti dei mercatini.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Non tutto sopravvive </b>al passaggio <b>da un hard disk all&#8217;altro</b>.</p>
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		<title>Il vitruviano dal braccio teso</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 08:09:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A mio parere il migliore commento visivo sulle ultime elezioni italiane: la vignetta di Peter Brookes su The Times.
&#160;
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A mio parere il migliore commento visivo sulle ultime elezioni italiane: la <a href="http://www.timesonline.co.uk/multimedia/archive/00317/Peter_Brookes385_317539a.jpg">vignetta</a> di <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/cartoon/">Peter Brookes</a> su <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/">The Times</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Segreti &amp; Cartoline</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 10:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Media e tecnologie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il voyeurismo &#232; parte integrante della rete. Con Postsecrets Frank Warren ne ha fatto una forma d&#8217;arte un po&#8217; brutale e un po&#8217; tenera.
Ogni settimana alla sua casella di posta (non elettronica) arrivano le cartoline in cui gli anonimi utenti del sito confessano un segreto.
Le cartoline sono autoprodotte: c&#8217;&#232; chi mescola l&#8217;acquerello con la confessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <b>voyeurismo </b>&egrave; parte integrante della rete. Con <a href="http://postsecret.blogspot.com/">Postsecrets</a> <b>Frank Warren </b>ne ha fatto una forma <b>d&#8217;arte </b>un po&#8217; brutale e un po&#8217; tenera.</p>
<p>Ogni settimana alla sua casella di posta (non elettronica) arrivano le<b> cartoline </b>in cui gli <b>anonimi utenti </b>del sito <b>confessano </b>un <b>segreto.</b></p>
<p>Le cartoline sono <b>autoprodotte</b>: c&#8217;&egrave; chi mescola l&#8217;acquerello con la confessione di un tentativo di suicidio e chi con il collage ammette di essere l&#8217;artefice degli scherzi che da anni affliggono il vicino di casa.</p>
<p>Ne emerge uno spaccato pop delle fragilit&agrave; della societ&agrave; statunitense e non solo.</p>
<p>Esiste, infatti, anche la filiazione <a href="http://postsecretfrance.blogspot.com/">francese</a>, <a href="http://elmundopostsecret.blogspot.com/">spagnola</a> e <a href="http://www.postsecretdeutsch.de/">tedesca</a>.</p>
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		<title>Baryshnikov fotografo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 10:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi &#232; Mikchail Baryshnikov si sa. Quello che non tutti sanno &#232; che da qualche anno si diletta anche nella produzione di immagini fotografiche.
Fino al 4 maggio la galleria 401 Projects di New York espone la serie di scatti intitolata Merce My Wy e realizzata dal ballerino.
Le immagini ritraggono la Merce Cunningham Dance Company.
&#160;
Via Newyorkesi
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi &egrave; <b>Mikchail Baryshnikov </b>si sa. Quello che non tutti sanno &egrave; che da qualche anno si diletta anche nella produzione di immagini fotografiche.</p>
<p>Fino al 4 maggio la galleria <strong><a href="http://www.401projects.com/index.php?mode=gallery&amp;section_id=171">401 Projects</a> </strong>di New York espone la serie di scatti intitolata <i><b>Merce My Wy</b></i> e realizzata dal ballerino.</p>
<p>Le immagini ritraggono la <i><b>Merce Cunningham Dance Company</b></i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Via <a href="http://www.newyorkesi.com/mikchail-baryshnikov-mostra-fotografia.html">Newyorkesi</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Del guardare il cibo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 15:08:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Di recente mi appassiona parecchio la fotografia gastronomica. Ha innumerevoli risvolti creativi. E poi al mangiare e al bere sono legati secoli di storia, archetipi ancestrali ecc.
Insomma c&#8217;&#232; chi la vede come un genere troppo &#34;commerciale&#34;, io credo ci sia molto di pi&#249;.
Certo, a volte la food photography esagera e si presta a qualche bieca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di recente mi appassiona parecchio la fotografia gastronomica. Ha innumerevoli risvolti creativi. E poi al mangiare e al bere sono legati secoli di storia, archetipi ancestrali ecc.</p>
<p>Insomma c&#8217;&egrave; chi la vede come un genere troppo &quot;commerciale&quot;, io credo ci sia molto di pi&ugrave;.</p>
<p>Certo, a volte la <i>food photography</i> esagera e si presta a qualche bieca presa in giro dello spettatore/consumatore. Come <a href="http://funtasticus.com/20080324/advertising-vs-reality-a-product-comparison-project/">questa</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Via <a href="http://www.mferrario.it/latente/2008/03/25/scontrarsi-con-la-realta/">Latente</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;L&#8217;infanzia è un terremoto&#8221;. Intervista a Carola Susani &#8211; 3/3</title>
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		<comments>http://www.rossomalpelo.org/archives/111#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 12:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[FattoDaMe]]></category>
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		<category><![CDATA[l'infanzia è un terremoto]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento]]></category>
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Terza parte dell&#8217;intervista a Carola Susani sul libro L&#8217;infanzia &#232; un terremoto, a proposito del terremoto in Belice nel 1968.
Link alla prima e alla seconda parte
(Le immagini sono state realizzate durante la presentazione del libro presso l&#8217;Agave Bookbar di Roma).
&#160;
********
Il libro approfondisce anche il tema delle sconfitte che si abbatterono sul gruppo di lavoro di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="L'infanzia &egrave; un terremoto - Carola Susani di m4_n1c4, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/92583675@N00/2332385886/"><br />
<input width="333" vspace="10" type="image" hspace="10" height="500" align="right" alt="L'infanzia &egrave; un terremoto - Carola Susani" src="http://farm3.static.flickr.com/2080/2332385886_8995a4b836.jpg" /></a></p>
<p>Terza parte dell&#8217;intervista a <a target="_blank" href="http://www.minimumfax.com/persona.asp?personaID=426">Carola Susani</a> sul libro <a target="_blank" href="http://www.internetbookshop.it/code/9788842079828/susani-carola/infanzia-terremoto.html"><em>L&#8217;infanzia &egrave; un terremoto</em></a>, a proposito del <a target="_blank" href="http://www.rossomalpelo.org/archives/93">terremoto in Belice nel 1968</a>.</p>
<p>Link alla <a href="http://www.rossomalpelo.org/archives/109">prima</a> e alla <a href="http://www.rossomalpelo.org/archives/110">seconda parte</a></p>
<p>(Le immagini sono state realizzate durante la presentazione del libro presso <a href="http://agavebookbar.blogspot.com/2008/02/prossimi-appuntamenti-febbraio-2008.html">l&#8217;Agave Bookbar</a> di Roma).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center">********</p>
<p><strong>Il libro approfondisce anche il tema delle sconfitte che si abbatterono sul gruppo di lavoro di Partanna. La rottura con il gruppo di Dolci. Le intimidazioni da parte dei poteri locali. </strong><strong>In generale si &egrave; molto dibattuto su cosa non &egrave; andato in porto rispetto alle lotte di quegli anni. Mi piacerebbe analizzare anche ci&ograve; che non &egrave; andato perso. Considerare i risultati di una semina che non sembra essere stata del tutto vana. Come tu stessa lasci intuire in molti passaggi.</strong></p>
<p>Quella stagione, pur con tutti i suoi contrasti, continua a produrre conseguenze ancora oggi. Basti pensare al posto pi&ugrave; contraddittorio e assurdo di tutti come Gibellina: &egrave; proprio da l&igrave; che stanno venendo fuori diversi intellettuali.</p>
<p>Penso a Marilena Renda, per esempio, che &egrave; una giovane poetessa. Il fatto stesso di crescere in un posto cos&igrave; strano (sia che ti piaccia, sia che non ti piaccia) probabilmente ti costringe al ragionamento, ti costringe a prendere una posizione sulle cose.</p>
<p>E poi scendendo pi&ugrave; sul concreto. Tra i risultati del lavoro svolto in quel periodo non bisogna dimenticare risultati straordinari come le dighe, soprattutto quella di Garcia, l&rsquo;abolizione dell&rsquo;enfiteusi, che permise a molti contadini di riscattare i terreni e di introdurre diverse innovazioni nelle colture, la nascita del sindacato edile.</p>
<p>E&rsquo; anche grazie a quella stagione di movimenti se oggi la Sicilia Occidentale produce vini di ottima qualit&agrave;, competitivi a livello internazionale.</p>
<p>Senza le lotte di allora, senza le dighe, senza il riscatto delle terre, senza il lavoro per le cantine sociali, sarebbe stato impossibile.</p>
<p>Certo negli ultimi anni questo sta mutando in senso pi&ugrave; capitalistico, molte non sono pi&ugrave; vere e proprie cooperative.  Per&ograve; questo non vuol dire non riconoscere l&rsquo;immenso lavoro che &egrave; stato fatto. Lavoro per il quale mi pare che proprio negli ultimi anni si sia riacceso un certo interesse.</p>
<p>A partire proprio dal lavoro di Danilo Dolci. Ci sono stati i due documentari di Alberto Castiglione. Ci sono molti giovani che vanno a cercare Amico (uno dei figli di Dolci, <i>ndr.</i>) con una sete, con una voglia di sapere.</p>
<p>Ho saputo, e non credo sia casuale, che c&rsquo;&egrave; l&rsquo;intenzione di organizzare un convegno su Dolci in Sicilia nei prossimi mesi.  C&rsquo;&egrave; una voglia di guardarsi indietro per capire cosa prendere di tutto quel lavoro. Di quella vivacit&agrave; mentale.</p>
<p>Si tratta di esperienze portatrici anche di una grande forza creativa. Proprio per il loro specifico non violento erano costretti a mettere in campo una forte immaginazione. Non potendo scegliere la strada pi&ugrave; ovvia, quella dello scontro diretto, erano costretti a inventarsi altro. E cos&igrave; nascevano le marce, i digiuni, le lotte per l&rsquo;obiezione alla leva, gli scioperi alla rovescia. E poi non va dimenticata la visione di fondo di allora: un&rsquo;idea diversa di sviluppo del territorio e delle persone.</p>
<p><strong>Quando penso alla Sicilia contemporanea uno dei miei crucci maggiori &egrave; il dilagare del cemento (abusivo o meno), il suo arrendersi a una bruttezza vorace, a un&rsquo;espansione urbanistica folle, senza criterio. Il decennio compreso tra gli anni sessanta e i settanta &egrave; stato uno snodo fondamentale di questo processo . La riflessione di chi lavorava dalla parte degli abitanti, e in particolare dei tuoi genitori (dalla loro prospettiva di architetti), ha cercato di essere controcorrente anche su questo aspetto, eppure non sempre &egrave; stata ascoltata o ha avuto successo.</strong></p>
<p>L&rsquo;Ises (l&rsquo;istituto pubblico che si &egrave; occupato della ricostruzione dei centri abitati nel Belice) non ha avuto molta attenzione per la riflessione dal basso che si stava cercando di portare avanti. Si &egrave; preoccupato solo di ricostruire, ma non c&rsquo;&egrave; stata una riflessione architettonica sullo sviluppo e sul tipo di tessuto economico preesistente al terremoto.</p>
<p>Eppure questo &egrave; strano, visto che alcuni architetti che lavorarono con l&rsquo;Ises avevano frequentato per un periodo anche il gruppo di Dolci. Di fatto per&ograve; non ci fu un&rsquo;attenzione per l&rsquo;urbanistica nel suo complesso, per i bisogni degli abitanti.</p>
<p>Non ci si &egrave; preoccupati di ricostruire i collegamenti stradali che mettevano in rete i vari paesi.</p>
<p>E&rsquo; per questo che probabilmente mio padre sosteneva che l&rsquo;operazione fatta dall&rsquo;Ises fosse un&rsquo;operazione di tipo fascista, colonialista, calato dall&rsquo;alto.</p>
<p>Un&rsquo;impostazione che ha portato alla costruzione di paesi moderni, lontano dagli insediamenti distrutti, con le strade tutte uguali, senza un centro e una periferia, senza luoghi di incontro, con la piazza rettangolare alla fine del paese, invece che al centro.</p>
<p><strong>In questo senso il lavoro di tua madre </strong><strong>a Partanna e a Vita </strong><strong>con le cooperative edili&nbsp; ha quantomeno tentato di percorrere un&rsquo;altra strada.</strong></p>
<p>Si, con le case costruite dalle cooperative &ldquo;Produzione e lavoro&rdquo;. Erano cooperative in cui tutti erano soci: sia gli architetti, sia i lavoratori edili, sia coloro che avrebbero abitato le case. Da questo lavoro sono nate delle casette in stile razionalfunzionalista. Con il giardino. Ritagliate sulla disposizione degli spazi che avevano le case siciliane del passato. Nella loro progettazione si tentava di seguire le esigenze espresse dalla gente. Si cercava di &ldquo;costruire parlando&rdquo;. Anche se non sempre questo intento &egrave; stato recepito.</p>
<p>Inoltre lo spazio di intervento era limitato alle singole case, perch&egrave; sul piano urbanistico era l&rsquo;Ises che decideva. Per&ograve; ne sono venute fuori delle case in cui ancora oggi molti miei amici vivono bene.</p>
<p><strong>Hai intenzione di scrivere ancora di questa storia?</strong></p>
<p>Non ho ancora deciso. Potrebbe essere, ma se accadr&agrave; sicuramente sar&agrave; in un&rsquo;altra forma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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