La statua vivente, ovvero che s’ha ddà fa’ pe’ svortà la giornata, signora mia
Anche oggi ho preso la mia cassettina e sono andata a Piazza di Spagna. Oggi è dura. Fanno quasi quaranta gradi e non sono neanche le dieci di mattina. Da starsene a casa, con le persiane socchiuse, davanti al ventilatore.
Ma è luglio inoltrato e se non alzo un po’ di soldi col pieno di turisti che c’è per ora, quando lo faccio? E’ vero che non pago l’affitto, ma prima o poi dall’occupazione voglio andarmene. Non si può campare con l’ansia che un giorno di questi arrivano le guardie e ti buttano la roba per strada. Io poi di roba non ce n’ho manco tanta, ma che vuol dire? Che allora dormi tranquillo? Mica vero.Potrei mettermi all’ombra, ma la stoffa dorata al sole scintilla meglio, i bambini mi vedono, e corrono da papà a farsi dare la monetina da mettermi nel cappello. Io mi sgranchisco un attimo, faccio un movimento un po’ meccanico, sorrido, e faccio un gesto per ringraziare.
